Week-end in Umbria
Introduzione
L’Umbria, “Giardino Romantico d’Italia”
Sarà perché è una terra non toccata direttamente
dall’industrializzazione pesante, se si eccettua la zona di Terni; sarà
perché negli ultimi secoli le principali via di comunicazione che
l’hanno attraversata erano poche, mentre le più importanti rotte viarie
passavano altrove; sarà perché l’isolamento è stato ulteriormente
rimarcato dall’assenza del mare; sarà perchè è una regione piccola, ed
anche questo l’ha favorita nel mantenere uniformità ambientale ed unità
culturale. Certo è che l’Umbria tocca gli occhi ed il cuore di tutti
coloro che l’attraversano, la visitano e la vivono.
Le dolci colline incoronate dai boschi di lecci,
querce e roveri, le vallate verdi solcate da fiumi presso i quali si è
abbeverata una storia millenaria, i borghi medievali, spesso ancora
intatti, arroccati sulle cime dei colli. Poi ancora, i santuari
ed i
conventi, i castelli, i siti archeologici etrusco-romani e le opere
d’arte medievali e rinascimentali sparsi in ogni dove, le cascate più
alte d’Europa, il lago Trasimeno, la pace, il silenzio, la purezza
dell’aria, la mitezza dei panorami, il profumo infinito della storia e
della civiltà che si respira ovunque, in ogni luogo, nonostante la
modernizzazione che avanza, nonostante il turismo di massa, nonostante
tutto. E infine la sua cucina, verace, sapida e delicata, spesso
realizzata con ingredienti poveri, poco elaborati, ma dal gusto unico,
frutto di microambienti irripetibili e di una cultura ultrasecolare, che
affonda le sue radici nella storia degli antichi Umbro-Sabini e degli
Etruschi, i quali vi portarono le tecniche di lavorazione delle carni i
primi, le viti, gli olivi e la raffinatezza culinaria (nonché il gusto
del bello e dell’armonia) i secondi.
I giardini romantici in voga nei secoli passati, in
contrapposizione agli artefatti giardini rinascimentali, avevano come
scopo quello di
ricreare un ambiente floristico che fosse il più
naturale possibile, che assomigliasse quanto più si potesse alla natura
vera, con piante spesso poste quasi a caso, apparentemente senza un
disegno preordinato, ma nel complesso, al contrario, ne doveva risultare
un insieme armonico, in realtà frutto di un progetto preciso. L’Umbria è
così: la sua campagna, il suo ambiente di vita, i suoi panorami, sono
spesso così naturali e allo stesso tempo così armonici da sembrare –
come elementi di un quadro pienamente riuscito - umanamente pianificati
(e di fatto lo sono, ma dalla storia che ha ulteriormente aggraziato
questo contesto naturale, già armonico di suo). Come in un giardino
romantico, vi è in ogni momento la sorpresa dietro l’angolo: un ruscello
tra le gole carsiche di una montagna, un laghetto, una radura piena di
fiori, un bosco fitto che avvolge un convento, una chiesetta sul toppo
di una collina circondata di prati in fiore, un piccolo borgo medievale
che appare girando l’angolo. Scoprirla è un piacere infinito,
girovagando senza meta nelle splendide giornate primaverili, in auto, in
moto, in bicicletta o a piedi.
A tutti, BUONA PASSEGGIATA!
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